01 — PremessaQuanto fa la differenza una V scelta bene.

La forza di piega non è una proprietà del materiale. È il risultato di una combinazione: spessore della lamiera, V della matrice, lunghezza della piega, resistenza del materiale. Cambia uno solo di questi parametri e cambia tutto.

L’errore più comune che vediamo nelle officine è scegliere una V troppo stretta “per sicurezza”. Risultato: la pressa lavora al limite, il pezzo si segna, il raggio interno è sbagliato, e a fine giornata l’operatore ha consumato il doppio della corrente. La V giusta — quella nella tabella tecnica — fa il lavoro con metà della forza.

Questo calcolatore usa la nostra tabella tecnica reale, la stessa che troverai nel configuratore PG SRL. Non c’è formula magica: c’è esperienza tradotta in numeri.

02 — CalcolatoreLa forza, per la tua piega.

Imposta spessore, V (proponiamo la cava consigliata, ma puoi sovrascriverla), lunghezza della piega e materiale. Il risultato in tonnellate ti dice quale pressa serve.

Nota. Le tonnellate sono indicative: angoli inferiori a 90°, materiali non standard, accessori (utensili sequenziati, blocchetti) modificano il risultato. Per una verifica completa apri il configuratore o contattaci.

03 — FormulaCosa c’è sotto al calcolo.

La formula base è semplice:

F (tonnellate) = tonPerMeter (cava V scelta) × L (metri) × k (materiale)

Dove:

  • tonPerMeter è il tonnellaggio per metro lineare, già tabulato sulla matrice giusta per lo spessore. Acciaio dolce R≈400 N/mm² è il riferimento.
  • L è la lunghezza della piega in metri. Una piega da 2,5 m è 2,5.
  • k è il coefficiente del materiale: 1,0 acciaio dolce, 1,5 inox, 0,45 alluminio. Valori medi: la lega specifica può oscillare ±15%.

Esempio pratico. Acciaio dolce, spessore 4 mm, V32 (consigliata), lunghezza 3 m: F = 34 × 3 × 1,0 = 102 tonnellate. Su 3 m di inox stesso spessore: F = 34 × 3 × 1,5 = 153 tonnellate. La stessa piega, stesso utensile, +50% di forza richiesta.

Materiali tipici e loro resistenza

La forma estesa della formula è F = R × s² × K / V, dove R è la resistenza a trazione del materiale in N/mm². Il coefficiente k che usi nel calcolatore non è altro che il rapporto fra R del materiale specifico e R dell’acciaio dolce di riferimento. Vale la pena vedere i numeri reali:

  • Acciaio dolce strutturale (S235, S275, S355 — UNI EN 10025): R = 360-510 N/mm². È il riferimento standard. K=1.
  • Acciaio inox austenitico (AISI 304, AISI 316): R = 520-700 N/mm². Richiede circa 1,5× la forza dell’acciaio dolce e ha un ritorno elastico (springback) sensibilmente maggiore.
  • Alluminio leghe (5754, 6061, 6082): R = 220-350 N/mm². Servono circa 0,45× le tonnellate dell’acciaio dolce — ma attenzione, le leghe della serie 6xxx in stato T6 si avvicinano ai valori dell’acciaio dolce.
  • Acciai alta resistenza (S690 / Strenx 700 / Hardox 400): R = 700-1.300 N/mm². Una piega su Hardox può richiedere 2-2,5× la forza dello stesso spessore in S235 — e nel dimensionamento serve sempre uno spazio di sicurezza maggiore perché la finestra utile fra cedimento e rottura è più stretta.

Esempio rapido: 4 mm × 2 m di lunghezza con V32. Su S235 servono 68 t. Su AISI 304 servono ~100 t. Su Strenx 700, ~150 t. Stessa geometria, tre macchine completamente diverse.

04 — Tabella VLo strumento di officina, completo.

Tutti gli spessori dalla lattoneria (0,6 mm) alla carpenteria pesante (50 mm), con cave V consigliate per ogni spessore, raggio interno indicativo e aletta minima della flangia. La cava marcata con ◆ è quella consigliata: rapporto V/spessore tra 6× e 8× per acciaio dolce.

= cava V consigliata da PG SRL. Aletta minima (B) è la lunghezza minima della flangia che può essere afferrata dalla matrice — pieghe più corte richiedono tooling speciale (lame strette, utensili a 88°). Raggio interno è indicativo per piega all’aria su acciaio dolce; per piegatura con tampone (coining) il raggio segue la geometria del punzone.

Tre esempi calcolati end-to-end

La tabella è uno strumento, ma vederla applicata su tre casi reali rende l’idea di cosa cambia fra una pressa entry e una di carpenteria pesante. Tutti i casi sono in piega aria (K=1) e l’arrotondamento finale è quello che facciamo in ufficio tecnico: +30% di sicurezza sul valore calcolato.

Caso 1 — Lattoneria sottile. Acciaio dolce 1,5 mm, lunghezza piega 2 m. La regola V ≈ 8×s porta a V12. Resistenza R = 400 N/mm², coefficiente K = 1.
F = 400 × 1,5² × 1 × 2 / 12 = 150 kN ≈ 15 t.
Aggiungendo il 30% di margine arriviamo a ~20 t per 2 m. La macchina indicativa è una pressa da 30-60 t × 2 m, configurazione CNC entry o mid. Il vincolo qui non è la forza ma la precisione del riscontro e la sensibilità sul pezzo sottile.

Caso 2 — Carpenteria leggera. S355 8 mm, lunghezza 3 m. V suggerita = 64 mm (8×s). R = 510 N/mm² (limite alto S355), K = 1.
F = 510 × 64 × 1 × 3 / 64 = 1.530 kN ≈ 153 t.
Con il margine del 30% si arriva a ~200 t. Una pressa da 200-250 t × 3 m è la taglia giusta — abbastanza forza per arrotondare in alto senza lavorare al limite del nominale.

Caso 3 — Carpenteria pesante in inox. AISI 304, 15 mm, lunghezza 4 m. V = 120 mm. R = 600 N/mm² (valore medio inox austenitico), K = 1.
F = 600 × 15² × 1 × 4 / 120 = 4.500 kN ≈ 450 t.
Con il margine di sicurezza siamo intorno alle 580 t. Si dimensiona a 500-630 t × 4 m, scegliendo l’estremo alto perché l’inox richiede sempre testa libera per il sovra-piegamento di compensazione springback.

Tre osservazioni che valgono per tutti i casi. Primo: la V non si sceglie “stretta per sicurezza”, si sceglie sulla tabella — una V più piccola triplica la forza richiesta. Secondo: il +30% di margine non è opzionale, copre tolleranze materiale, usura utensili e angoli sotto i 90°. Terzo: per inox e alta resistenza il margine sale al 40-50%.

04b — Aria vs coniataDue modi di piegare, due calcoli diversi.

La formula F = R × s² × K / V che abbiamo usato finora vale per la piega in aria, che copre circa il 90% del lavoro industriale. C’è però un secondo metodo — la piega coniata — che cambia completamente il dimensionamento della macchina. È un errore tipico calcolare con la formula della piega aria e poi lavorare in coniata: la pressa risulta sottodimensionata e si arriva a fine corsa senza chiudere l’angolo.

  • Piega in aria — il pestone scende quanto basta per ottenere l’angolo desiderato, ma non tocca il fondo della V. L’angolo è determinato dalla profondità di penetrazione del punzone, controllata dal CNC. K = 1, formula standard. Tolleranza tipica ±0,5°, ripetibilità rapida, ciclo corto. È il metodo che PG dimensiona di default sulla gamma DCA, H.DCA, E.DCA.
  • Piega coniata (bottoming / coining) — il pestone forza il materiale fino al fondo della V. L’angolo è determinato dalla geometria fissa di punzone e matrice, non dalla corsa. La forza richiesta è 3-5× quella della piega aria: lo stress sul materiale è molto più alto e la macchina lavora vicino al limite strutturale.
  • Quando scegliere cosa — piega aria per produzione di serie con tolleranze ±0,5° e materiali stabili. Piega coniata quando servono tolleranze più strette (±0,2°), oppure su materiali con springback elevato dove la coniatura “schiaccia” il ritorno elastico — tipico su inox spessi e su acciai alta resistenza.
  • Errore da evitare — dimensionare la pressa con la formula aria e poi lanciare il ciclo in coniata. Sempre verificare prima il tipo di piega previsto dal ciclo produttivo e applicare il moltiplicatore corretto. Nel dubbio, conviene assumere coniata: si rischia di sovradimensionare, ma non di rimanere corti.

05 — Limiti e disclaimerCosa il calcolo non dice.

Il calcolatore copre il caso standard di officina: piega all’aria, angolo 90°, materiale singolo, una sola piega per volta. Casi che richiedono valutazione caso per caso:

  • Angoli acuti (≤60°) — il moltiplicatore di forza cresce esponenzialmente. Una piega a 30° su acciaio 4 mm può richiedere il doppio della forza del 90°.
  • Coining — chiusura del materiale tra punzone e matrice. Forza 3-10× rispetto alla piega all’aria.
  • Lamiere con trattamenti (zincati, decapati, prelaccati) — il rivestimento aggiunge fino al 5-10% di resistenza apparente.
  • Acciai alto-resistenza (S355, S690, Domex) — usa moltiplicatori specifici: S355 ×1,2, S690 ×1,7.
  • Pieghe lunghe oltre la macchina — si valuta una configurazione tandem o si suddivide la geometria.

Per casi non standard, il configuratore PG SRL applica una valutazione più completa (settore, volume, geometria) e la nostra ufficio tecnico chiude il preventivo con il dimensionamento definitivo.

06 — Prossimi passiHai la tua piega. Adesso la macchina.

Ti aiutiamo a chiudere il dimensionamento.

Hai un tonnellaggio, una lunghezza e un materiale. Manca solo la macchina: vedi tutta la gamma o salta direttamente al configuratore in 7 fasi. Oppure scrivici: contattaci con due righe sul lavoro che fai e ti rispondiamo entro 24 ore.