01 — PremessaQuattro strumenti, una sola finestra.

Il 6 novembre 2025 il MIMIT ha comunicato l’esaurimento di Transizione 5.0. Dal 1° gennaio 2026 il quadro degli incentivi per chi compra una pressa piegatrice è cambiato del tutto: il vecchio Credito d’Imposta 4.0 al 20% è chiuso (resta praticabile solo per chi ha versato l’acconto del 20% entro il 31 dicembre 2025 e completa l’investimento entro il 30 giugno 2026), e al suo posto si è aperta una nuova architettura a quattro pilastri.

Iperammortamento, Nuova Sabatini rifinanziata, ZES Unica Mezzogiorno, Bando ISI INAIL. Quattro strumenti distinti, attivi in questo momento, cumulabili nei limiti del cap UE. Per un’impresa che compra una pressa piegatrice nel 2026, l’effetto combinato può ridurre il costo netto dell’investimento ben oltre quanto era possibile l’anno scorso — a patto di sapere in che ordine vanno mosse le carte.

In questo articolo vediamo i numeri esatti di ciascuno strumento e li mettiamo insieme su un caso concreto da 250.000 €. Per la sintesi commerciale aggiornata, la nostra guida completa agli incentivi 2026 resta il riferimento.

02 — IperammortamentoIl pilastro: come funziona davvero.

L’iperammortamento 2026 è disciplinato dall’art. 1, commi 427-436 della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). È applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028: una finestra lunga, senza click-day, ma con prenotazione delle risorse sulla piattaforma GSE in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi stanziati. Le imprese che rispettano i requisiti tecnici e fiscali ne hanno diritto, a condizione di muoversi e comunicare per tempo.

Il meccanismo non è più un credito d’imposta in F24, ma una maggiorazione del costo deducibile ai fini ammortamento. Sui primi 2,5 milioni di euro di investimento la base ammortizzabile fiscale si gonfia del +180%; tra 2,5 e 10 milioni la maggiorazione scende al +100%; tra 10 e 20 milioni si ferma al +50%; oltre, niente. In pratica, su una pressa da 250.000 € la maggiorazione vale 450.000 € — base imponibile aggiuntiva da distribuire sulla vita utile fiscale del bene (tipicamente cinque-sei anni per una pressa piegatrice).

Due aggiornamenti recenti che la stampa generalista spesso dimentica. Primo: il DL 38/2026 art. 7, in vigore dal 28 marzo 2026, ha eliminato il vincolo di origine UE/SEE inizialmente previsto per i beni materiali strumentali (resta solo per i moduli fotovoltaici a registro ENEA). Secondo: il decreto attuativo MIMIT firmato il 4 maggio 2026 ha introdotto la perizia tecnica asseverata obbligatoria per qualunque importo, eliminando l’autocertificazione che era ammessa sotto i 300.000 €. La pratica oggi richiede sempre un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo.

Sui requisiti tecnici, l’Allegato IV della L. 199/2025 codifica il framework noto come “5+2 di 3” per il Gruppo I (macchine utensili, presse piegatrici incluse). Cinque caratteristiche obbligatorie — controllo CNC, interconnessione al sistema gestionale con caricamento remoto delle istruzioni, integrazione con il sistema logistico e con le celle di piega, interfaccia HMI semplici, conformità integrale agli standard di sicurezza — e almeno due tra: telediagnosi e telemanutenzione, monitoraggio adattivo dei parametri di processo con sensori, integrazione con modellizzazione e digital twin. Le presse piegatrici PG (DCA idraulica, H.DCA ibrida, E.DCA elettrica, lattoneria, tandem) coprono l’intero quadro in configurazione standard: CNC ESA con interconnessione gestionale, predisposizione per celle robotizzate, touch HMI, marcatura CE conforme EN 12622, telediagnosi e monitoraggio continuo di serie. Non servono opzionali aggiuntivi.

Un’esclusione da chiarire subito. Il bene usato resta fuori dagli incentivi 2026: né iperammortamento, né Nuova Sabatini (ordinaria o 4.0), né Bando ISI INAIL ammettono macchine usate, ricondizionate o ex-demo — tutti e tre richiedono il bene nuovo di fabbrica (i “km 0” valgono solo se mai immatricolati né utilizzati). Per chi sceglie una pressa piegatrice usata la leva non è fiscale: la convenienza sta nel prezzo e nei tempi di consegna, non negli incentivi. Le cesoie a ghigliottina DS, invece — che PG fornisce nuove — per la natura del processo di taglio puro nella prassi peritale non rispondono integralmente ai requisiti tecnici del Gruppo I dell’Allegato IV (manca tipicamente il monitoraggio adattivo del processo e il digital twin): restano comunque agevolabili, da nuove, con Sabatini ordinaria, ZES Unica e ISI INAIL — gli strumenti che vediamo nelle prossime sezioni.

03 — Nuova SabatiniIl contributo c/interessi rifinanziato.

La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la Nuova Sabatini con 650 milioni di euro complessivi, distribuiti in 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027. Erogazione a sportello, in ordine cronologico, fino a esaurimento.

La Sabatini non è un credito d’imposta né uno sconto sul prezzo: è un contributo in conto interessi che il MIMIT versa all’impresa per abbattere il costo di un finanziamento bancario o di un leasing di durata convenzionale di cinque anni. Il tasso convenzionale è del 2,75% annuo per beni ordinari e del 3,575% per beni 4.0 e green (maggiorazione del 30%). Il contributo viene erogato in quote annuali dopo la rendicontazione (in un’unica soluzione per i finanziamenti di importo più contenuto): i cinque anni sono la durata convenzionale del finanziamento, non il numero delle quote. Ammette esclusivamente beni nuovi di fabbrica. Il tetto del finanziamento agevolabile è 4 milioni di euro per impresa.

Su un investimento da 250.000 € finanziato a tasso convenzionale 4.0, il contributo nominale Sabatini si attesta intorno ai 22.000 €. È cumulabile con tutto il resto: con iperammortamento (norma fiscale generale, non aiuto di Stato, non concorre al massimale UE GBER), con ZES Unica e con ISI INAIL, fermo restando il cap di intensità d’aiuto cumulato per gli aiuti di Stato propriamente detti.

04 — ZES UnicaIl credito d’imposta del Sud — e ora anche Marche e Umbria.

La ZES Unica Mezzogiorno copre oggi dieci regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, più Marche e Umbria aggiunte dalla Legge 18 novembre 2025 n. 171 (Disposizioni per il rilancio dell’economia), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19 novembre 2025. È un credito d’imposta sull’investimento ammissibile, applicabile a progetti dal costo complessivo minimo di 200.000 € (sull’intero progetto, non sul singolo bene). Dotazione 2026: 2,3 miliardi di euro.

Le aliquote dipendono da macro-area e dimensione d’impresa:

  • Calabria, Campania, Puglia, Sicilia: 60% Piccole · 50% Medie · 40% Grandi.
  • Basilicata, Molise, Sardegna: 50% Piccole · 40% Medie · 30% Grandi.
  • Abruzzo, Marche, Umbria: 35% Piccole · 25% Medie · 15% Grandi.
  • Aree maggiorate (Taranto, Sulcis): fino al 70% Piccole · 60% Medie · 50% Grandi.

La scadenza operativa è da segnare in agenda. Per ogni anno la comunicazione preventiva ad Agenzia delle Entrate apre il 31 marzo e chiude il 30 maggio; la comunicazione integrativa di rendicontazione si fa tra il 3 e il 17 gennaio dell’anno successivo, a pena di decadenza. Per il 2026 la finestra è in chiusura: chi non comunica entro fine maggio perde l’anno. Sulla pagina incentivi aggiorniamo le scadenze man mano che escono.

La ZES si cumula con iperammortamento, Sabatini e ISI INAIL nei limiti dell’intensità d’aiuto della Carta Aiuti Regionali 2022-2027. Su questo cap torniamo nell’esempio numerico.

05 — Bando ISI INAILIl fondo perduto per chi sostituisce.

Il Bando ISI INAIL 2025/2026 ha un plafond complessivo di 600 milioni di euro. Lo sportello di compilazione delle domande online è aperto dal 13 aprile al 28 maggio 2026; il click day di invio definitivo è in calendario successivo alla compilazione. Il contributo è a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili, con cap massimo di 130.000 € per progetto (importo minimo 5.000 €).

Per chi compra una pressa piegatrice, la linea di riferimento è la sostituzione di una macchina obsoleta con una macchina nuova dotata di sicurezze conformi: laser scanner ottici, comandi a due mani, valvole certificate, barriere fotoelettriche, marcatura CE secondo la norma EN 12622. Il bene acquistato deve essere nuovo di fabbrica. Presse piegatrici e cesoie a ghigliottina rientrano fra i beni più finanziati dal bando, e — punto importante — le cesoie DS, che restano fuori dal perimetro 4.0, qui sono pienamente agevolabili.

L’ISI è competitivo: la domanda entra in graduatoria e il contributo si materializza solo se viene finanziata. Per la pianificazione di cassa va trattata come un’opzione potenziale, non come una somma sicura.

06 — Esempio numericoUn progetto da 250.000 €, i quattro strumenti in sequenza.

Costruiamo un caso concreto. Un’impresa con sede in Campania, classificata come PMI di piccola dimensione, sta acquistando una pressa piegatrice CNC nuova con utensileria completa, installazione, formazione e collaudo: investimento complessivo 250.000 €. Vediamo cosa rientra in cassa attivando i quattro strumenti, usando i numeri prudenziali che la nostra pagina incentivi mantiene aggiornati. Per dimensionare la macchina prima dell’investimento, il calcolatore di forza di piega resta uno strumento utile a monte di tutto.

  • Iperammortamento: i 250.000 € rientrano interamente nella prima soglia (≤ 2,5 mln) → maggiorazione +180% sul costo deducibile, cioè 450.000 € di base deducibile aggiuntiva. Sull’aliquota IRES ordinaria del 24% il risparmio fiscale lordo è nell’ordine dei ~108.000 €, distribuito sulla vita utile fiscale del bene (cinque-sei anni); il beneficio effettivo dipende dalla capienza IRES e dal profilo fiscale dell’impresa e va validato col commercialista.
  • Nuova Sabatini 4.0: contributo in conto interessi su finanziamento convenzionale 5 anni al tasso 3,575%. Beneficio nominale: ~22.000 € distribuiti in quote annuali.
  • ZES Unica (Campania, PMI Piccola, aliquota 60% sull’investimento ammissibile): credito d’imposta nominale fino a ~150.000 €, da prenotare con comunicazione preventiva ad AdE entro il 30 maggio 2026.
  • Bando ISI INAIL (linea sostituzione macchina, scenario ottimale con domanda finanziata): contributo a fondo perduto cap a 130.000 €.

Attenzione al cumulo, perché qui non sempre si legge il quadro giusto. L’iperammortamento è una norma fiscale generale: non è aiuto di Stato e non concorre ad alcun massimale. Gli altri tre — Sabatini, ZES, ISI — sono aiuti di Stato e sottostanno tutti insieme al cap di intensità d’aiuto fissato dal Regolamento UE 651/2014 (GBER) e dalla Carta Aiuti Regionali 2022-2027: per una PMI Piccola in Campania quel tetto è il 60% dell’investimento agevolabile, cioè circa 150.000 € su 250.000 €. La sola ZES (60%) satura già quel tetto, quindi Sabatini e ISI non si addizionano sopra i 150.000 € complessivi di aiuto di Stato: le tre misure si compensano dentro il cap, non si sommano nominalmente.

Il risultato concreto, quindi, è la somma di due componenti distinte: il beneficio fiscale dell’iperammortamento (nell’ordine dei 100.000 € di minori imposte, ma distribuito su cinque-sei anni e subordinato alla capienza IRES dell’impresa) e gli aiuti di Stato fino al tetto del 60% (circa 150.000 €). Quanto di questo si traduce davvero in cassa, e in che tempi, dipende dal profilo fiscale, dalle regole di compensazione fra le misure e dalla finanziabilità effettiva dell’ISI: è esattamente il calcolo che va fatto col commercialista. Per costruire la configurazione tecnica da cui partire, il configuratore di pressa piegatrice è il punto di partenza — il resto è lavoro di squadra col commercialista.

07 — WorkflowCosa fare, in che ordine.

I quattro strumenti hanno tempi e canali diversi. Per non perdere l’allineamento conviene muoversi in sequenza precisa.

  • Preventivo tecnico e configurazione. Definiamo insieme la pressa: tonnellaggio, lunghezza utile, assi controllati, utensileria, integrazione con celle o robot se prevista. È la base di tutto: configurazione tecnica errata significa pratica fiscale fragile.
  • Ordine accettato e acconto di almeno il 20%. Servono per la comunicazione di conferma al GSE, da inviare entro 60 giorni dall’esito positivo della comunicazione preventiva: è questo passaggio a prenotare le risorse sul plafond. La competenza fiscale del bene segue però la consegna (art. 109 TUIR), non l’ordine — l’acconto blocca il plafond, non “aggancia” da solo l’esercizio.
  • Comunicazione preventiva ZES ad Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio dell’anno di investimento, se l’impresa è in una delle dieci regioni ZES.
  • Compilazione e invio domanda ISI INAIL, se applicabile, nella finestra annuale (13 aprile – 28 maggio per il 2026).
  • Consegna, installazione, collaudo e interconnessione validata al sistema gestionale aziendale. È l’attivazione tecnica che rende il bene “4.0” agli occhi della perizia.
  • Perizia tecnica asseverata rilasciata da ingegnere o perito industriale iscritto all’albo. Attesta il possesso dei requisiti dell’Allegato IV e l’avvenuta interconnessione. Dopo il decreto MIMIT del 4 maggio 2026 è obbligatoria per qualunque importo.
  • Cinque comunicazioni al GSE tramite piattaforma telematica: 1) preventiva, ex-ante prima dell’avvio; 2) di conferma, entro 60 giorni dall’esito positivo, con gli estremi dell’ordine e dell’acconto di almeno il 20%; 3) periodica annuale entro il 20 gennaio; 4) integrativa con il piano di ammortamento entro il 30 giugno; 5) di completamento. Le modalità operative sono sulla piattaforma telematica GSE.
  • Comunicazione integrativa ZES di rendicontazione tra il 3 e il 17 gennaio dell’anno successivo all’investimento (per chi ha attivato la ZES).

Sembra molto. In pratica, una volta avviata la commessa con PG, il nostro ufficio tecnico segue le verifiche di interconnessione e fornisce al perito la documentazione conforme. La pratica fiscale resta competenza del commercialista dell’impresa, ma noi forniamo tutto il materiale tecnico necessario perché il perito non debba ricostruire nulla. Per partire, il modo più rapido è una mail ai nostri contatti con due righe sul pezzo che pieghi e i turni che fai.

Informazioni aggiornate a giugno 2026 e verificate su fonti ufficiali (MIMIT, Agenzia delle Entrate, INAIL, Gazzetta Ufficiale). Aliquote, scadenze, condizioni di cumulo e modalità operative evolvono in corso d’anno; per la pratica fiscale specifica del tuo investimento, rivolgiti al tuo commercialista. La nostra pagina pillar incentivi mantiene la sintesi commerciale sempre aggiornata.

08 — Domande frequentiLe risposte rapide ai dubbi ricorrenti.

Le presse piegatrici PG SRL accedono all’iperammortamento 2026 in configurazione standard?

Sì. Tutte le presse piegatrici PG SRL — DCA idraulica, H.DCA ibrida, E.DCA elettrica, Lattoneria, Tandem DCA — sono progettate in configurazione standard per rispettare i requisiti tecnici dell’Allegato IV della Legge 199/2025 (interconnessione, telediagnosi, monitoraggio adattivo, conformità alle norme di sicurezza, framework “5+2 di 3”). L’accesso effettivo richiede comunque collaudo con interconnessione validata presso il cliente, perizia tecnica asseverata obbligatoria e le cinque comunicazioni periodiche al GSE previste dal decreto attuativo MIMIT del 4 maggio 2026.

Posso cumulare iperammortamento e Nuova Sabatini sulla stessa pressa piegatrice?

Sì. L’iperammortamento è una maggiorazione del costo deducibile ai fini fiscali (norma generale, non aiuto di Stato), mentre la Nuova Sabatini è un contributo in conto interessi su finanziamento bancario o leasing. Operano su basi diverse e sono pienamente cumulabili. La Sabatini, per essere cumulata con altri aiuti di Stato, non deve far superare l’intensità massima d’aiuto del Regolamento UE 651/2014 (GBER) — limite che riguarda solo gli aiuti di Stato veri e propri (ZES Unica, ISI INAIL), non l’iperammortamento.

Una pressa piegatrice usata è agevolabile con gli incentivi fiscali 2026 in vigore?

No. Iperammortamento, Nuova Sabatini (sia ordinaria sia 4.0) e Bando ISI INAIL ammettono esclusivamente beni nuovi di fabbrica: sono esclusi i beni usati, ricondizionati o ex-demo (i “km 0” valgono solo se mai utilizzati né immatricolati in precedenza). Anche per la ZES Unica i beni mobili usati non rientrano. In pratica una pressa piegatrice usata non accede a nessuno dei quattro strumenti 2026: per chi sceglie l’usato la leva non è fiscale, ma di prezzo e tempi di consegna. Gli incentivi 2026 si attivano solo con una macchina nuova.

Cosa serve per la certificazione 4.0 con il decreto attuativo del 4 maggio 2026?

Il decreto attuativo MIMIT prevede, per qualunque importo di investimento, una perizia tecnica asseverata rilasciata da ingegnere o perito industriale iscritto all’albo che attesti il possesso dei requisiti dell’Allegato IV e l’avvenuta interconnessione al sistema gestionale aziendale. L’autocertificazione precedentemente ammessa sotto i 300.000 euro non è più una via praticabile. Servono inoltre la certificazione contabile dell’effettivo sostenimento delle spese (revisore legale) e cinque comunicazioni periodiche al GSE attraverso piattaforma telematica dedicata.

Le cesoie a ghigliottina DS sono incluse nel perimetro tecnico dell’iperammortamento 2026?

No, per la natura del processo di taglio puro (separazione di lamiera senza asportazione né lavorazione meccanica complessa) le cesoie a ghigliottina nella prassi peritale non rispondono integralmente ai requisiti tecnici del Gruppo I dell’Allegato IV — in particolare mancano tipicamente del monitoraggio adattivo di processo e del digital twin richiesti dal framework “5+2 di 3”. Restano comunque pienamente agevolabili, da nuove, con Nuova Sabatini ordinaria al tasso convenzionale 2,75%, credito d’imposta ZES Unica nelle dieci regioni ammesse e Bando ISI INAIL per la sostituzione di una macchina datata con una macchina nuova dotata di sicurezze conformi.

Dal configuratore alla stima incentivi.

Per capire l’effetto reale dei quattro strumenti sul tuo investimento, partiamo dal configuratore di pressa piegatrice: ricostruiamo la macchina e l’iter — preventivo, ordine, interconnessione, perizia — assieme al tuo commercialista. Per una stima diretta, scrivici dai contatti.