01 — Il calcoloTabella reale, non formula teorica.
Questo calcolatore non usa una formula generica: usa la tabella tecnica PG SRL — la stessa che lavora dentro il nostro configuratore — con il tonnellaggio per metro lineare già tabulato per ogni coppia spessore × cava V, su acciaio dolce di riferimento (R≈400 N/mm²). Il calcolo è:
- t/m è la forza specifica della cava: esperienza tradotta in numeri, non costanti da manuale.
- L è la lunghezza della piega in metri. Una piega da 2,5 m vale 2,5.
- k è il coefficiente del materiale: 1,0 acciaio dolce, 1,5 inox, 0,45 alluminio — valori medi, la lega specifica può oscillare ±15%.
La fisica sotto resta quella dei manuali — la forza cresce col quadrato dello spessore e cala con la larghezza della cava (F ∝ Rm·S²/V) — ma la formula teorica pura, con la costante da letteratura, sottostima di circa il 15% la forza che misuriamo davvero in officina: attrito, tolleranze degli utensili e materiali reali non stanno nelle costanti dei libri. Per questo ci fidiamo della tabella.
02 — La cava VLe regole vere per sceglierla.
La regola che applica la tabella (e che trovi preselezionata nel calcolatore):
| Spessore | V consigliata | Perché |
|---|---|---|
| sotto 1 mm | 10 – 13 × S | esistono cave minime (V6, V8): il rapporto sale per forza |
| 1 – 12 mm | ≈ 8 × S | il compromesso giusto tra forza, raggio e bordo |
| 15 mm e oltre | ≈ 10 × S | spessori pesanti: si allarga per contenere forza e cricche |
Nel calcolatore puoi scegliere anche le altre cave disponibili per il tuo spessore: una V più stretta della consigliata segna il pezzo e alza la forza, una più larga la riduce ma allarga raggio interno e bordo minimo — se la flangia del tuo pezzo è corta, la V larga non ci sta.
03 — Raggio e bordoLe due conseguenze geometriche della V.
In piega in aria il raggio interno non lo decide il punzone: lo decide la cava. Nella tabella il raggio interno ≈ V/6 e il bordo minimo B ≈ 0,7 × V — la flangia più corta che la matrice riesce ad afferrare: pieghe più corte richiedono tooling dedicato (lame strette, utensili a 88°).
04 — Ritorno elasticoPerché si piega sempre "un po' di più".
Tolta la forza, la lamiera recupera elasticamente parte della deformazione: è lo springback. Cresce con il rapporto tra snervamento e modulo elastico del materiale e con il rapporto raggio/spessore — per questo l'inox e gli alto-resistenziali "tornano indietro" più dell'acciaio dolce. In officina si compensa con la sovrapiega. I range tipici che il calcolatore mostra:
| Materiale | Sovrapiega tipica |
|---|---|
| Acciaio dolce (S235–S275) | 0,5 – 1,5° |
| Inox austenitico (304/316) | 1 – 3° |
| Alluminio | 1,5 – 3° |
| Alto-resistenziali (S700+) | 3 – 6° |
I controlli numerici delle nostre presse compensano il ritorno elastico in macchina con la correzione angolare — il range qui sopra serve a te per capire il fenomeno, non a sostituire la correzione automatica.
05 — LimitiCosa questo strumento non dice.
- Angoli acuti (≤60°): la forza cresce oltre la tabella — valutazione caso per caso.
- Coniatura: il calcolatore applica un fattore ×4,5 indicativo, ma la letteratura va da 3× a 10× secondo geometria e materiale.
- Piega-schiaccia: il bordo aggraffato si ottiene in due fasi (prepiega in aria a ~26-35° con punzone acuto, poi schiacciatura del lembo fuori cava). Il fattore sulla piega in aria è ×1,9 fino a 2 mm e ×3 oltre, allineato ai benchmark dei costruttori di utensili. Pratica tipica della lattoneria fine: 0,6-1,5 mm, massimo 3 mm. Per il bordo completamente chiuso (doppio spessore) il riferimento di forza è la coniatura.
- Rivestimenti (zincato, prelaccato): +5-10% di resistenza apparente.
- Pieghe oltre la lunghezza macchina: si passa a configurazione tandem.
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